Aree interne di Umbria e Marche. Il diritto di restare
Cia Umbria e Marche insieme per il Manifesto delle aree interne. Imprese agricole e istituzioni umbro-marchigiane al tavolo CIA
Martedì 13 ottobre, alle 9.30, al Palazzo del Podestà, la terza tappa del progetto nazionale. Tre tavoli di lavoro per raccogliere le proposte dei territori e contribuire al Manifesto delle Aree Interne
Il futuro dell'Appennino umbro-marchigiano, dei Monti Sibillini e della Valnerina al centro di un confronto tra imprese agricole, istituzioni, enti locali e mondo della ricerca. Martedì 13 ottobre 2026, dalle 9.30, il Palazzo del Podestà di Fabriano ospiterà l'appuntamento interregionale Marche e Umbria di "Territori che rigenerano: la sostenibilità dalle aree interne", il roadshow promosso da Cia-Agricoltori Italiani e finanziato dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica nell'ambito della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile.
La terza tappa del percorso nazionale porterà nelle Marche un'iniziativa nata per raccogliere esperienze, bisogni e proposte direttamente dalle comunità rurali e trasformarli in indicazioni concrete per una nuova politica di sviluppo delle aree interne. Per i territori dell'Appennino centrale, segnati dallo spopolamento, dalle conseguenze del sisma e dalle difficoltà di accesso ai servizi, il confronto rappresenta un'occasione per mettere al centro il ruolo delle aziende agricole nella tenuta economica, sociale e ambientale delle comunità.
"Cia lavora a livello nazionale e locale sulle aree interne da tantissimi anni – dichiarano in maniera congiunta Roberto Di Filippo, presidente Cia Umbria e Alessandro Taddei, Presidente Cia Marche – Nelle Marche, come in Umbria, le aree interne rappresentano una parte prevalente del territorio. Dobbiamo quindi tutelare un'agricoltura che contribuisce alla salvaguardia del paesaggio e dell'ambiente. Ci fa molto piacere che Cia nazionale abbia deciso di organizzare questo progetto: l'obiettivo è quello di mettere a confronto la politica con le esigenze degli agricoltori e, soprattutto, ottenere il riconoscimento del lavoro di tutela ambientale che svolgono ogni giorno. Gli agricoltori non si occupano soltanto di produzione: contribuiscono anche alla cura del paesaggio e del territorio. Le conseguenze della mancata manutenzione delle aree interne possono ripercuotersi anche sulle zone costiere. Finché esiste un tessuto sociale che vive e lavora in questi territori, possiamo contare su un presidio che contribuisce a mantenerli in buone condizioni. Se viene meno il lavoro degli agricoltori, possono emergere problemi importanti. Vogliamo quindi far capire alla politica che il ruolo dell'agricoltore va oltre la produzione agricola: significa anche tutela del paesaggio e dell'ambiente".
L'obiettivo è valorizzare un'agricoltura capace di produrre reddito e occupazione, custodire il paesaggio e contribuire alla prevenzione del dissesto idrogeologico, rafforzando il legame tra produzioni locali, tutela delle risorse naturali e sviluppo dei territori. Il contributo delle Marche e dell'Umbria confluirà nel "Manifesto delle Aree Interne", che sarà presentato il 30 novembre a Roma,all'Auditorium Giuseppe Avolio di Cia, al termine del roadshow in dieci tappe.
"Garantire il diritto a restare è una priorità democratica e un principio non negoziabile", dichiara il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini. "Nessun territorio ha futuro se chi lo vive è costretto ad abbandonarlo. Senza imprese vitali e multifunzionali, che presidiano il territorio e offrono servizi essenziali alle comunità, la coesione svanisce e l'Italia diventa più fragile di fronte a spopolamento e dissesto idrogeologico".
Il programma dell'incontro di Fabriano, con avvio alle ore 9.30, si aprirà con i saluti di Daniela Ghergo, sindaco di Fabriano, Enrico Rossi, vicepresidente della Regione Marche, e Simona Meloni, assessore alle Politiche agricole e agroalimentari della Regione Umbria. Aldo Berlinguer, coordinatore del Laboratorio Eurispes sull'Insularità e le Aree Interne, introdurrà i lavori, che si articoleranno in tre sessioni dedicate alle politiche, alle esperienze e all'analisi del valore dei territori.
La prima sessione, "Agricoltura come infrastruttura pubblica", vedrà il confronto tra Alessandro Taddei, presidente di Cia-Agricoltori Italiani delle Marche, Maurizio Gambini, sindaco di Urbino e imprenditore agricolo, Alfonso Morelli, direttore generale di ARPA Umbria, Pietro Tapanelli, dirigente del Settore Politiche integrate di sicurezza, Enti locali e BURM della Regione Marche, e Tiziano Consoli, assessore alla Tutela dell'ambiente della Regione Marche.
Il legame tra produzioni locali, ricerca e sviluppo sarà al centro della seconda sessione, "Filiere territoriali e valore aggiunto. Innovazione, ricerca e trasferimento tecnologico". Interverranno Matteo Bartolini, presidente di MedEATerranea, Luca Bianchi, imprenditore agricolo, Valentino Filippetti, sindaco di Parrano, e Michele Michelini, dirigente della Direzione Agricoltura e Sviluppo rurale della Regione Marche.
La terza sessione, dedicata alla "Governance territoriale", riunirà Roberto Di Filippo, presidente di Cia Umbria, Gaetano Martino, professore di Economia ed ex presidente dell'Università di Agraria di Perugia, Alessandro Piccini, presidente dell'Unione Montana Catria e Nerone, Guido Castelli, commissario straordinario per le aree del sisma di Marche e Umbria, e Francesco Baldelli, assessore alle Aree interne della Regione Marche.
Le conclusioni saranno affidate a Gianmichele Passarini, vicepresidente di Cia-Agricoltori Italiani.
Attraverso la consultazione territoriale, Cia intende raccogliere il contributo di chi vive e lavora nell'Appennino, individuando proposte che possano sostenere la competitività delle imprese e rendere possibile la permanenza delle nuove generazioni nei territori rurali. Una sfida che riguarda l'intero Paese: le aree interne rappresentano circa il 60% della superficie nazionale, comprendono quasi la metà dei Comuni e ospitano 13 milioni di abitanti. In questi territori si concentra inoltre il 56% della superficie agricola totale e il 73% del patrimonio forestale.
Giorgio Vicario
349 2903197
Il mercato agricolo di CIA Umbria arriva a Monteluce. Tutti i mercoledì prodotti freschi in piazza
Mercoledì 16 settembre c'è stata l'inaugurazione del secondo mercato cittadino di CIA Umbria. Un nuovo spazio di incontro tra produttori, consumatori e territorio. Tutti i mercoledì in piazza Monteluce a Perugia
Dopo l'esperienza del Mercato dell'Arco Etrusco, che proprio in questo 2026 ha festeggiato tre anni, CIA Agricoltori Italiani dell'Umbria rilancia e porta in piazza i produttori agricoli anche a Monteluce. Mercoledì 16 settembre, in Piazza Monteluce a Perugia, ha preso il via il nuovo Mercato Agricolo di CIA Umbria, promosso insieme alle aziende agricole del territorio, che si svolgerà tutti i mercoledì.
L'appuntamento rappresenta un nuovo tassello di un percorso avviato dall'organizzazione per rafforzare il rapporto tra campagna e città, avvicinando i cittadini alle produzioni agricole di qualità e che allo stesso tempo vede la CIA soggetto attivo nei processi di rigenerazione e partecipazione, in una missione ibrida che mette insieme valorizzazione dei prodotti della terra, tutela delle piccole e medie realtà agricole, sviluppo locale. Alle 9 di mattina c'è stato il saluto in piazza agli agricoltori e la visita del mercato da parte della sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi e dell'assessore allo Sviluppo economico sostenibile del Comune di Perugia Andrea Stafisso. A seguire la conferenza stampa di presentazione dove sono intervenuti Sarah Bistocchi, presidente dell'Assemblea legislativa dell'Umbria; Fabrizio Croce, assessore alla Città storica del Comune di Perugia; Roberto Di Filippo, presidente CIA Agricoltori Italiani dell'Umbria; Domenico Lizzi, responsabile mercati CIA Agricoltori Italiani dell'Umbria ed Enrico Monsignori, Comitato di quartiere Vivere Monteluce. Durante la mattinata ha portato i suoi saluti il Parroco della Chiesa di S.Maria Assunta di Monteluce, Don Fabrizio Crocioni.
E sì perché dopo lo sforzo fatto in piazza Pultetti (Mercato dell'Arco Etrusco), ora il lavoro si concentra in un'altra zona di Perugia che negli ultimi anni ha vissuto alcune criticità e che è tutt'ora in cerca di una suo rilancio. Il mercato non sarà dunque solo il luogo dove acquistare prodotti locali, ma anche uno spazio di relazione e di comunità, nel quale la filiera corta diventa occasione per costruire un rapporto più diretto e consapevole tra chi produce e chi consuma. Un presidio e un servizio che andranno ad arricchire l'offerta per i residenti di un quartiere in cerca di una nuova identità.
Il nuovo mercato nasce con una precisa vocazione di economia di prossimità. Tra i banchi saranno presenti aziende agricole e realtà dell'agricoltura sociale provenienti da diverse aree dell'Umbria, con un'offerta che comprende ortofrutta, legumi, pasta e farine, formaggi, uova, miele, prodotti trasformati, olio extravergine di oliva ed erbe spontanee. Una fotografia della varietà dell'agricoltura regionale e della ricchezza delle sue produzioni.
Il mercato sarà dunque anche una vetrina per le filiere agricole umbre, ma soprattutto un presidio stabile all'interno di uno spazio urbano. È questa, infatti, una delle caratteristiche che CIA Umbria intende valorizzare: la capacità dell'agricoltura di entrare nella città non soltanto attraverso i propri prodotti, ma attraverso relazioni, conoscenza e partecipazione. LE AZIENDE PRESENTI: Azienda Agraria Bragetti – verdura e frutta – Perugia; Azienda Agricola Catarinucci – verdura – Cannara; Società Agricola I Piani – legumi, pasta e farine – Costacciaro; Azienda Agricola Gatto – formaggi di pecora – Castiglione del Lago; Società Agricola Orto in Giro – verdure – Valtopina; L'Uovo di Collina – uova – Perugia; Ariel Cooperativa Sociale – sughi, verdure, trasformati, olio EVO, legumi, cereali e farine, prodotti da agricoltura sociale – Foligno; Azienda Agricola La Camomilla – sughi, trasformati, legumi, miele: Azienda Giancarlo Lillacci – erbe spontanee.
Il progetto si inserisce così nella più ampia idea di un mercato inteso come laboratorio a cielo aperto di "AgriCultura", dove produzione agricola, sostenibilità ambientale e partecipazione civica possono incontrarsi. Un modello nel quale il mercato diventa parte integrante della vita del quartiere e contribuisce a rafforzare la frequentazione e la vitalità di uno spazio pubblico.
Dopo il momento istituzionale, il mercato ha accolto i bambini della scuola del quartiere e gli universitari di Umbra Institute per il laboratorio "Il Mercato Mette Radici" ed è stato piantato un ulivo, pensato come dono al quartiere e simbolo dell'avvio di un nuovo percorso. A seguire, con "Da Oggi, Insieme", festa e aperitivo gratuito in piazza. Al Laboratorio hanno partecipato le classi 2A, 2B, 4A, 5A della scuola elementare I.Silone e le classi terze della scuola Maria Montessori (sede Ciabatti).
Con Monteluce, dunque, i mercati cittadini di CIA Umbria diventano due (il Mercato dell'Arco Etrusco si tiene tutti i venerdì in piazza Puletti, sempre a Perugia). Un ulteriore passo per portare l'agricoltura dentro gli spazi quotidiani della città e per fare della relazione diretta tra produttori e cittadini uno strumento concreto di valorizzazione delle produzioni umbre, di sostegno alle imprese agricole e di costruzione di nuove forme di comunità.
L'appuntamento è per tutti i mercoledì, in Piazza Monteluce, a partire dalle 8.30.
Giorgio Vicario
Ufficio stampa
CIA Agricoltori Italiani dell'Umbria
349 2903197
Mercoledì 16 settembre prende il via il nuovo Mercato Agricolo di Piazza Monteluce, promosso da CIA Umbria insieme alle aziende agricole del territorio. Sarà una giornata di festa per il quartiere tra prodotti locali, la presentazione del progetto, un laboratorio dedicato ai più piccoli e il brindisi conviviale per dare inizio a un nuovo percorso di comunità.
Il progetto promosso da CIA Umbria rappresenta uno degli esempi più significativi di come l'agricoltura possa contribuire alla rigenerazione urbana. L'esempio concreto è quello del Mercato dell'Arco Etrusco (zona Corso Garibaldi) dove da tre anni attraverso la presenza costante dei produttori agricoli, la valorizzazione delle filiere corte e la promozione del consumo consapevole, il mercato ha contribuito a restituire vitalità a uno spazio pubblico centrale della città, rafforzando il senso di appartenenza e la frequentazione quotidiana dell'area.
Più volte il mercato è stato definito infatti un laboratorio a cielo aperto di "AgriCultura": uno spazio in cui la produzione agricola locale incontra la cultura, la sostenibilità ambientale e la partecipazione civica. In questo senso il mercato rappresenta un'esperienza di economia di prossimità, fondata sulla fiducia, sulla conoscenza reciproca e sul sostegno alle aziende agricole umbre. E quello che si inaugura mercoledì 16 settembre a Monteluce vuole essere un contributo fattivo allo sviluppo dell'economia agricola locale e al rilancio del quartiere.
Durante la mattinata porterà i suoi saluti il Parroco della Chiesa di S.Maria Assunta di Monteluce, Don Fabrizio Crocioni. Prima, alle 9.15, è previsto il saluto in piazza agli agricoltori e la visita del mercato della sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi e dell'assessore allo Sviluppo economico sostenibile del Comune di Perugia Andrea Stafisso.
INTERVENGONO:
- Fabrizio Croce, assessore alla Città storica del Comune di Perugia
- Roberto Di Filippo, presidente CIA Agricoltori Italiani dell'Umbria
- Domenico Lizzi, responsabile mercati CIA Agricoltori Italiani dell'Umbria
- Enrico Monsignori, Comitato di quartiere Vivere Monteluce
Giorgio Vicario
Ufficio stampa
CIA Agricoltori Italiani dell'Umbria
349 2903197


